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OCS HEART TRANSMEDICS: APPARECCHIATURA INNOVATIVA PER IL TRASPORTO DI ORGANI

L’organismo umano viene talvolta paragonato ad una macchina. Possiede memoria, un processore (cervello) e l’hardware (l’intero corpo). Come succede alle macchine, però, è possibile che alcuni componenti si danneggino, alcune volte irrimediabilmente, altre volte con la possibilità di sostituirli. A questo scopo, la ricerca è antica e in continua evoluzione e permette di migliorare notevolmente la qualità della vita. “Da quando la trasfusione del sangue è diventata pratica giornaliera e scientifica e non più un espediente da stregoni, il trapianto di organi umani è diventato a sua volta una concreta possibilità; la prospettiva della utilizzazione chirurgica di parti di un organismo per sopperire alle necessità di un altro ha ossessionato le menti di alcuni dei più brillanti chirurghi del mondo per molti anni, fin dall’inizio de nostro secolo” [Peter Hawthorne – Il cuore trapiantato].
Uno degli obiettivi più interessanti a cui l’uomo è giunto è il trapianto di cuore. In un futuro si spera di poter arrivare a creare organi in vitro o artificiali, in modo da poter garantire al malato la sostituzione immediata senza il rischio di rigetto o altre complicazioni e con una completa ripresa. Nel frattempo, si cerca di migliorare le tecniche attuali tra le quali quella per il trasporto degli organi, in particolare del cuore.
Attualmente esistono due metodi: il trasporto tradizionale con una borsa frigo rigida contenente ghiaccio, ed il trasporto con l’Organ Care System (OCS) Heart della ditta TransMedics. Questa apparecchiatura è il primo prodotto al mondo, portatile, di perfusione sanguigna che permette un nuovo tipo di approccio al trapianto d’organo, chiamato “trapianto d’organo vivente”. Il sistema OCS infatti conserva l’organo ed esegue il monitoraggio delle sue funzioni, subito dopo che il cuore è stato espiantato dal donatore.
Tramite il monitor infatti, gli operatori sono in grado di monitorare importanti parametri fisiologici e del sistema e possono intervenire secondo le necessità regolando o le impostazioni del monitor, oppure utilizzando comandi manuali e raccordi presenti sull’apparecchiatura.
La parte centrale dell’apparecchiatura è il modulo di perfusione cardiaca (figura 1), modulo monouso che permette di mantenere l’organo in condizioni molto simili a quelle fisiologiche.
Permette infatti di mantenere la vitalità dell’organo creando un ambiente controllato che simula condizioni fisiologiche quanto più simili a quelle normali, effettuando una continua perfusione dell’organo donato con sangue ossigenato riscaldato addizionato di soluzione di mantenimento e soluzione di riempimento TransMedics brevettate. Il sistema quindi riscalda, mantiene l'umidità e protegge l'organo dalla contaminazione; consente inoltre una completa valutazione funzionale attraverso la modalità "working mode" (figura 2) è possibile far lavorare l'organo in condizioni di sforzo per valutarne la funzione e le resistenze vascolari), strumentale (è possibile effettuare cateterismo cardiaco ed ecocardiografia), biochimica e metabolica dell'organo stesso. Il sangue è raccolto dal donatore dell’organo: viene filtrato con il set per la raccolta del sangue TransMedics e fatto poi scorrere continuamente in un circuito chiuso con le soluzioni brevettate TransMedics.

 

 

 

Figura 1 – Struttura principale OCS (destra) e modulo di perfusione cardiaca (sinistra)

 

 

Figura 2 – Schema dell’OCS in modalità di lavoro

 

Questa apparecchiatura è stata progettata quindi per:

  1. aumentare il tempo durante il quale un organo può essere mantenuto al di fuori del corpo in una condizione adatta per il trapianto, riducendo le lesioni di tipo ischemico (nei trial clinici effettuati a Boston si è visto che il cuore può essere conservato senza gravi complicazioni fino a 48 ore);
  2. fornire ai chirurghi l’opportunità di valutare la funzione dell’organo al di fuori del corpo;
  3. permettere il ricondizionamento dell’organo e, potenzialmente, favorire il recupero funzionale dopo espianto da donatori marginali con F.E. non gravemente depressa..

Un vantaggio molto importante inoltre è che il sistema può consentire l'utilizzo di organi che sono attualmente non utilizzati a causa delle limitazioni del metodo di conservazione già esistenti (trasportati in un comune frigo portatile), dando al chirurgo il tempo di preparare il cuore espiantato, ottimizzando la sua funzione ed eseguendo una valutazione completa prima del trapianto.
L’OCS offre potenzialmente notevoli benefici sia per i pazienti sia per i medici tra cui i più importanti sono:

  1. fornitura estesa di organi;
  2. sicurezza per il paziente ricevente di avere un organo in condizioni ottimali.

L’OCS Heart TransMedics, si presenta come uno strumento abbastanza semplice dal punto di vista tecnologico: lo si può gestire tramite il monitor, grazie al software pre-installato, e permette all’operatore di controllare e monitorare al meglio l’organo trasportato.
I principali miglioramenti rispetto ai metodi di trasporto tradizionale sono:

    1. riduzione del tempo di ischemia dell’organo (parametro fondamentale di miglioramento: da alcuni casi clinici analizzati si è visto che questo tempo puù essere ridotto anche del 70%);
    2. utilizzo di organi che, con il metodo di trasporto tradizionale, venivano ritenuti non idonei al trapianto;
    3. monitoraggio delle condizioni dell’organo durante tutto il trasporto.

Per ottenere tali miglioramenti, l’OCS si basa su parametri di tipo metabolico e fisiologico che vengono tenuti sotto controllo in maniera automatica.
Concludendo: la gestione dello strumento, pur richiedendo l’acquisizione di nuove competenze, risulta di facile compimento; questa nuova tecnica di trasporto non solo è in grado di ridurre al minimo il rischio del trasporto dell’organo, ma permette una valuta funzionale dell’organo di alcune ore prima del trapianto al paziente ricevente, permettendo di individuare la presenza di patologie cardiache che sarebbero potenziali cause di complicanze postoperatorie.

Lorenzo Papa, Dottore in Ingegneria Biomedica
e-mail: lorenpapa@hotmail.it

 

 

 

 

 

 

 

 

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