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VIRUS A1(H1N1)

l virus dell'influenza A sottotipo H1N1 è un sottotipo di virus di Influenzavirus A. Appartiene alla famiglia delle Orthomyxoviridae. Ne esistono numerose varianti che causano forme influenzali negli animali, come la influenza aviaria e la febbre suina.

Un sottotipo di febbre suina si è trasmessa da alcune allevamenti di maiali all'uomo nel 2009, portando vittime in Messico[2] e diffondendo la malattia nel mondo [3]. A livello mediatico la febbre suina è stata spesso erroneamente accostata all'epidemia di influenza aviaria che ha avuto inizio a cavallo tra il 2003 e il 2004 nel Sud-Est asiatico, il cui virus però era di tipo A H5N1.

Come per l'influenza stagionale, le trasmissione da persona a persona si può verificare per via aerea attraverso le gocce di saliva trasportate starnuti o colpi di tosse di persone infette, per mezzo del contatto con materiali o superfici infette.

I sintomi dell'influenza sono febbre improvvisa, di norma superiore a 38 °C, e manifestazioni respiratorie (tosse, mal di gola, raffreddore) associati ad almeno uno dei seguenti sintomi: febbre alta, tosse, mialgia ed artralgia, letargia e mancanza di appetito. Alcune persone colpite dal virus hanno anche riferito di mal di gola, nausea, vomito e diarrea(in particolare nei bambini) mal di pancia.

La terapia specifica attualmente ritenuta più efficace è l'assunzione di Oseltamivir, farmaco distribuito da Hoffmann-La Roche con il nome di Tamiflu, in alternativa si può utilizzare il Zanamivir; tuttavia sono stati riscontrati dei casi di resistenza a questo principio attivo. Vengono anche somministrati come terapia sintomatica degli antipiretici a base di paracetamolo.

(Fonte Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Virus_dell'influenza_A_sottotipo_H1N1)

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La nuova influenza A(H1N1) è una infezione virale acuta dell’apparato respiratorio con sintomi fondamentalmente simili a quelli classici dell’influenza. Come per l’influenza classica sono possibili complicazioni gravi, quali la polmonite. I primi casi della nuova influenza umana da virus A(H1N1) sono stati legati a contatti ravvicinati tra maiali e uomo; il nuovo virus A(H1N1), anche chiamato H1N1v (v sta per variante) è infatti un virus di derivazione suina. Nell’uomo infezioni da virus influenzali suini sono state riscontrate occasionalmente fin dagli anni '50, sempre legate ad esposizione e contatti ravvicinati (1-2 metri) con suini, ma il nuovo virus A(H1N1) si è ora adattato all’uomo ed è diventato trasmissibile da persona a persona.



Ad aprile del 2009, si sono registrati in Messico casi di infezione nell’uomo da nuovo virus influenzale di tipo A(H1N1), in precedenza identificato come influenza suina, mai rilevato prima nell’uomo. Il 24 aprile, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato l’allerta sui possibili rischi connessi alla diffusione di questa nuova influenza nell'uomo e al suo potenziale pandemico, alzando rapidamente il livello di attenzione per la preparazione e la risposta a una pandemia influenzale. L'11 giugno, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha ufficialmente dichiarato l’esistenza di uno stato di pandemia da nuovo virus influenzale, con passaggio alla Fase 6 dei livelli di allerta pandemico individuati dal Piano di preparazione e risposta alle pandemie influenzali.
Pandemia vuole dire aumentata e prolungata trasmissione del virus nella popolazione in numerosi Paesi del mondo. Come sottolineato più volte dall'Oms, pur essendo una vera e propria pandemia, le caratteristiche di gravità della nuova influenza da virus AH1N1 non sono diverse da quelle della influenza stagionale o classica, il che ha portato a definire la gravità di questa pandemia come "moderato": come precisato dal Vice Ministro, Ferruccio Fazio, il massimo livello di allerta per la nuova influenza "non è dovuto alla gravità clinica dei sintomi, ma alla grande diffusione geografica del virus".

Il 24 aprile 2009 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha allertato i governi sui possibili rischi connessi alla diffusione della nuova influenza da virus A(H1N1) nell'uomo e al suo potenziale pandemico, alzando rapidamente il livello di attenzione per la preparazione e la risposta a una pandemia influenzale. L'11 giugno l'OMS ha ufficialmente dichiarato lo stato di pandemia da nuovo virus influenzale con passaggio alla Fase 6 dei livelli di allerta pandemico, individuati dal Piano di preparazione e risposta alle pandemie influenzali. Lo stato di pandemia indica l'aumentata e prolungata trasmissione del virus nella popolazione in numerosi Paesi del mondo. L'Oms ha sottolineato il carattere "moderato" di questa pandemia. Come precisato dal Vice Ministro Ferruccio Fazio il massimo livello di allerta per la nuova influenza "non è dovuto alla gravità clinica dei sintomi, ma alla grande diffusione geografica del virus".

Unità di crisi
Il Ministero ha istituito un'apposita Unità di crisi, presieduta dal Vice Ministro Ferruccio Fazio, per la sorveglianza e la prevenzione dell'influenza da nuovo virus A (H1N1) e l'attuazione del Piano, concordato con gli altri Stati dell’Unione Europea, di preparazione e risposta alla pandemia influenzale.

Vaccinazione contro la nuova influenza
Il modo migliore per prevenire l'influenza e le sue complicanze è rappresentato dalla vaccinazione della popolazione. In linea con quanto annunciato e con le raccomandazioni internazionali, il Viceministro alla Salute Prof. Ferruccio Fazio ha firmato il 30 settembre l'Ordinanza "Misure urgenti in materia di protezione dal virus A(H1N1)" che integra, tenendo conto delle indicazioni del Consiglio Superiore di Sanità, quella emanata l'11 settembre 2009. Il provvedimento individua con maggiore dettaglio le categorie di persone a cui è offerta la vaccinazione antinfluenzale con vaccino pandemico A(H1N1) a partire dal momento dell'effettiva disponibilità del vaccino.

Con l'Ordinanza del 20 ottobre il Ministero ha disposto che le principali categorie a rischio - le donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza, le persone di età compresa tra più di 6 mesi e i 17 anni con malattie croniche, i bambini tra i 6 e i 24 mesi nati pretermine, gli adulti di età inferiore ai 65 anni con malattie croniche - siano vaccinate contestualmente al personale sanitario e sociosanitario.

(Fonte Ministero della Salute: http://www.ministerosalute.it/dettaglio/principaleFocusNuovo.jsp?id=13&area=influenzaA&colore=2)

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L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) promuove l'impiego sicuro ed appropriato dei medicinali a tutela del diritto alla salute garantito dall'articolo 32 della Costituzione. Nell’ambito degli interventi di prevenzione e contenimento dell’attuale pandemia influenzale causata dal virus A (H1N1), l’AIFA fornisce il proprio contributo alle azioni di sanità pubblica attraverso l’uso razionale dei farmaci disponibili, quali vaccini e antivirali. In particolare, per i vaccini e per gli antivirali è prevista la raccolta dei dati di farmacovigilanza e il monitoraggio degli eventi avversi al fine di valutare e gestire il più rapidamente possibile le informazioni di sicurezza che si renderanno disponibili nel tempo. 

L’AIFA che, in base al Decreto legislativo 219/2006 gestisce il sistema nazionale di farmacovigilanza, in considerazione delle raccomandazioni europee sull’argomento, ha predisposto un Piano Nazionale di Farmacovigilanza per il monitoraggio della sicurezza dei vaccini pandemici e degli antivirali in corso di pandemia influenzale (Piano Nazionale di FV). Esso presuppone una stretta integrazione tra strutture di prevenzione e strutture di farmacovigilanza e richiede la partecipazione di vari operatori che, con differenti ruoli e responsabilità, dovranno essere adeguatamente formati e costantemente informati.
In accordo a quanto previsto nel Piano, si rendono pertanto disponibili due sezioni dedicate ai vaccini pandemici e ai farmaci antivirali, nelle quali saranno pubblicate le informazioni e gli aggiornamenti via via disponibili, le modalità di segnalazione di sospetta reazione avversa e report periodici sulle sospette reazioni avverse segnalate in Italia.

Per la realizzazione delle attività di farmacovigilanza a livello nazionale l’AIFA si avvale della Rete Nazionale di Farmacovigilanza, che collega tra loro e con l’AIFA stessa le strutture sanitarie, le Regioni, i Centri Regionali di Farmacovigilanza e le aziende sanitarie. L’accesso alla rete è riservato ad utenti abilitati, nello specifico i Responsabili di Farmacovigilanza delle ASL, delle Aziende Ospedaliere e degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, che ricevono le segnalazioni dagli operatori sanitari e provvedono alla codifica dei dati e al loro inserimento nel database nazionale.

(Fonte Agenzia Italiana del Farmaco: http://www.agenziafarmaco.it/PRIMO_PIANO/primo_piano043.html)

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